Genitori In Corso
“Genitori in Corso” – L’intervento di Marco Becattini
6 novembre 2025
La serata con Marco Becattini, responsabile dei servizi sulle dipendenze dell’Area Vasta Sud‐Est e figlinese “di ritorno a casa”, è stata una delle più intense del percorso Genitori in Corso.
Marco ha portato con sé trent’anni di esperienza professionale… e un’appartenenza affettiva che lo ha reso ancora più autentico: «Non è facile parlare di queste cose nella comunità in cui sei cresciuto».
Il suo intervento è partito da un’osservazione molto semplice:
i genitori di oggi sanno benissimo cosa andrebbe fatto, ma faticano a farlo quando la vita vera bussa con le sue incertezze, le sue paure e le sue fragilità.
Regole, desiderio e limiti: il cuore della crescita
Becattini ha spiegato come, nella nostra cultura, il problema non sia più “dare troppe regole”, ma l’opposto:
temiamo che le regole feriscano i nostri figli.
Temiamo la loro rabbia, la loro fragilità, le loro inquietudini.
E, dietro tutto questo, temiamo di deluderli.
Ha ricordato che l’educazione non può essere un mondo perfetto in cui non esiste il vuoto, la frustrazione o l’attesa.
Il desiderio nasce proprio lì: nella mancanza, nel non avere tutto subito.
E se togliamo ai ragazzi la possibilità di desiderare, togliamo loro una forza essenziale per crescere.
“Disarmarsi”: il gesto di Ettore
Uno dei passaggi più belli della serata è stato il racconto del gesto di Ettore:
prima di entrare nella stanza del figlio, l’eroe troiano si sfila l’elmo per non spaventarlo.
Marco lo ha definito il primo grande gesto educativo della storia:
un padre che rinuncia alla sua armatura per potersi sintonizzare davvero con il proprio bambino.
È un’immagine limpida:
educare significa disarmarsi, non mascherarsi da invincibili.
L’ascolto come antidoto
Sulle paure, sui dubbi, sull’ansia di “non essere abbastanza”, Becattini è stato molto diretto:
non esiste un genitore che non sbaglia.
L’unica cosa che regge davvero è il dialogo:
non un dialogo fatto di risposte perfette, ma di domande vere, capaci di farci restare in relazione anche quando non sappiamo cosa dire.
Dipendenze: perché la prevenzione parte dalla relazione
La parte finale è stata dedicata alle dipendenze.
Marco ha spiegato che le sostanze agiscono su meccanismi biologici profondissimi, legati al piacere e al benessere:
per questo, una volta incontrate, non è semplice dire di no.
La prevenzione non si gioca su divieti astratti, ma su relazioni piene, credibili, capaci di dare senso e valore alla vita quotidiana.
Un adolescente che percepisce il proprio valore, che sente di essere amato, che vive limiti sensati e non arbitrari, è un adolescente meno esposto alle derive estreme.
Un finale che ha toccato tutti
La serata si è chiusa con un intervento del pubblico, una testimonianza personale intensa.
Marco ha risposto con delicatezza, ricordando che:
- nessuno cresce al riparo dalle proprie fragilità;
- ciò che conta è trasformare la propria storia, non cancellarla;
- i figli non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di genitori veri, capaci di mettere in circolo domande, desideri e amore.
Perché questa serata è stata speciale
Non è stato un incontro di “soluzioni”.
È stato un incontro che ha lasciato domande, inquietudini e riflessioni.
Proprio come Marco aveva detto all’inizio:
«Non voglio darvi certezze. Vorrei lasciarvi qualcosa che continui a muoversi dentro di voi».
È successo. E continuerà a farlo.
Perché educare non è un compito individuale, ma un gesto di comunità.
Ed è esattamente quello che Genitori in Corso sta costruendo.
