Un'esperienza d'intervento: I.T.T. di San Giovanni V.no

 

Un intervento di prevenzione dell’uso e abuso di sostanze non limitato alla fredda comunicazione sui rischi e sugli effetti, ma attuato in modo indiretto e dallo stesso gruppo-classe attraverso spazi di confronto e di riflessione sollecitati dai conduttori.

E ‘questo che stiamo facendo, come associazione, in alcune terze classi dell‘ ITIS. Abbiamo fatto una nuova esperienza, una nuova esperienza d’intervento all ‘ITIS di San Giovanni V.no. Ed è stata per me nuova e piacevole.

Molti ragazzi bellissimi, giovani, potenza pura, pura energia. E’ stato bello trovarsi insieme a loro. Non si conoscono molto tra di sé, sono di classi diverse confluite in una nuova entità.

Qualcuno è bocciato e si sente solo, oppure si sente adottato ed contento.

Qualche problema a calibrare la relazione tra di sé ma una gran voglia di saltare sopra alle paure reciproche e il desiderio di esplodere, come in salto con l’elasticone, in un’esperienza umana veramente coinvolgente. "Voglio poter venire volentieri a scuola", "Voglio poter sentire il cuore in questa classe " "Abbiamo giocato due ore al calcio dopo questi incontri, insieme, senza offenderci ... .è stato bello".

Che belle cose ho sentito. Non ricordo nessuno che abbia considerato questa esperienza banale, l’hanno fatta cercando di cogliere l’attimo, l’occasione. Certo sono venute fuori anche alcune incrinature, qualche difficoltà nello studio, qualche superficialità e anche qualche omologazione a stili di vita discutibili. Ma chi non è stato così alla loro età!

Noi lo eravamo, anche se talvolta la nostra omologazione era mascherata da grandi ideali/ideologie. Abbiamo cercato di creare un clima favorevole alla comunicazione, un ambiente che permettesse l’accelerazione di un percorso di conoscenza.

Dobbiamo ancora finire, fare un questionario, riparlarne.

Positive le conclusioni senza dubbio, da ritentare certamente. E se diventasse una regola?


Giovanni Bigi

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