Adolescenza svenduta (di Vittorino Andreoli)

 

Il grandissimo tema delle paure adolescenziali
Toccherò il grandissimo tema delle paure adolescenziali parlando solamente di una paura adolescenziale, forse di quella più importante, più acuta, e che come vedremo si riallaccia molto anche alla risposta della tossicodipendenza: la paura principale del mondo adolescenziale, e in particolare della prima adolescenza, che comincia con il fatto biologico della pubertà.

E' la paura di non piacersi e di non piacere. L'essere in qualche modo inaccettabili perchè orrendi fisicamente. Perchè inadeguati dal punto di vista dell'appartenenza sociale. Perchè pieni di difetti sul piano della propria personalità.

Questo non piacersi porta immediatamente alla paura di non essere accettati dal gruppo dei pari: è perchè non si piace.

Ce ne sono altre, ma questa è sicuramente la paura essenziale che mette in moto un bisogno di metamorfosi, un bisogno di essere diversi per piacersi di più e per piacere di più; una metamorfosi che riguarda certamente il proprio corpo, e sicuramente l'attenzione sul corpo è molto importante in questo periodo.

C'è una vera e propria metamorfosi del trucco, che vuol dire mascherarsi, vuol dire cancellare certi tratti del proprio viso per farli risaltare in modo diverso o per nasconderli.

Ci sono questi interrogativi allo specchio, un confronto terrificante, ma che però permette talvolta di vedersi diversi. C'è quindi una grande elaborazione del proprio viso, c'è la metamorfosi dell'abbigliamento, la metamorfosi degli oggetti che ci si appende, dei tatuaggi, delle magliette, di tutto ciò che insomma è abbigliamento e che guarda caso tende ad adeguarsi al gruppo, quasi a sostenere che la paura di non piacersi è di non essere accettati nel gruppo.

Però c'è un'altra metamorfosi, che è ben più psicologica, oserei dire psicosociale, ed è in questa metamorfosi più completa, più intima, che trovano posto le sostanze di abuso, trovano il loro consumo in un periodo che è proprio legato alla prima trasformazione.

Noi lo vediamo già nella prima adolescenza a undici. dodici. tredici anni. vediamo che l'età si abbassa sempre di più. perchè è sempre più precoce questa sensazione del bisogno di piacere agli altri e di piacersi.

Insomma, c'è un processo di autonomia, questa infanzia si accorcia ma si accorcia anche quel senso di autonomia che vuol dire appunto piacersi: non basta più piacere ai genitori, essere accettati nei casi migliori dalla propria famiglia; c'è allora questo confronto con il mondo infantile.

Non è vero quello che dicevamo fino a poco tempo fa. che in sostanza ci si avvicina alla droga perchè piace: in realtà in quel momento si fa qualsiasi cosa in grado di creare una metamorfosi, e quindi diventa più un luogo di metamorfosi e uno strumento di cambiamento che di piacere; direi che si deve incominciare ad inserire la droga in un processo che è complicato e che è di non accettazione di sè; è quindi il cercare qualsiasi cosa ci possa trasformare per sentirsi più accettati da se stessi e quindi dagli altri. In questo percorso che sto facendo dal disagio alla violenza, come vedete, ho parlato di un disagio non fisiologico e di questa preoccupante associazione con la paura, e quindi del bisogno di metamorfosi.

Concentriamoci però un momento su questo sentimento della paura: ripeto. vi ho portato solo un esemnio delle paure del mondo adolescenziale. ma sono molte di più. e auindi per il momento raggruppiamole in un insieme che chiamiamo paura.

Di fronte alla paura ci sono solo due modalità attraverso cui è possibile reagire.

La prima è la fuga: quando la paura diventa intensa ci si sente aggrediti; richiama un pò il rapporto che esiste tra preda e predatore. Una fuga che in questo caso non è necessariamente una fuga motoria, sulle gambe: è una fuga psicosociale, che passa attraverso il ritiro dalle esperienze con gli altri, dalla passività nell'ambito scolare, quindi nell'isolarsi, nel non aver più voglia di esprimere i propri sentimenti, che vengono controllati, ritenendo appunto di non meritare di esprimere tutto ciò che noi sentiamo.

Quindi è una fuga che va, che corre sul piano psicologico verso la depressione. Voi sapete quanto sia importante questo capitolo nell'adolescenza oggi. Certamente più che non fosse nel passato.

E allora la depressione, vedete, è disagio, paura, fuga. La depressione veramente è la fuga più impressionante, perchè è scappare da tutti, in quanto ci si ritiene non adeguati a nulla.

Quindi è forse una delle espressioni più drammatiche del disagio. L'altra possibilità di reazione è quella della violenza: se uno si sente in uno stato di paura, può tentare di aggredire l'aggressore, quindi di avere una reazione contro l'ambiente in cui si vive, contro la famiglia, contro la scuola, contro quelle strutture, quelle aziende, quelle organizzazioni che fanno parte della società.

E qui incontriamo un'altra espressione: I'aggressione, la paura, con riferimento a chi ha anche avuto a che fare con i cosiddetti casi estremi, i casi cioe di violenza estrema nel mondo adolescenziale. Insomma io credo che chiunque osservi, studi, partecipi questi casi di violenza estrema trova sempre la paura, tanto da dire: se volete capire la violenza dovete conoscere bene che cos'è la paura.

Ecco quindi tutta la manifestazione. tutte le maschere che possono prendere. che possono assumere gli adolescenti che appunto passano dal disagio alla paura fino a queste reazioni. In fondo vedete che qui incontriamo la depressione. Veniamo poi a contatto con quella che poi è l'autoagressione, il suicidio, che sovente si associa alla depressione.

Mentre la depressione è una violenza contro se stessi, esiste una violenza contro gli altri.

Io ho ricordato questi passi non per voler fare delle teorie, io non so farle, ma perchè credo che questo breve percorso debba essere tenuto in considerazione e ci si debba chiedere sempre di fronte ad un adolescente: "ma che tipo di disagio è se arriva ad una paura che quasi rende incapaci di reaeire, è già in fuga, ha già degli atteggiamenti aggressivi contro le persone, contro le cose?; quant'è forte il bisogno di metamorfosi, che è in un certo senso una specificazione, una misura di quella paura di non piacersi e di non piacere?".

Ecco, questi sono alcuni punti per controllare una progressione di crescita nell'ambito dell'adolescenza, e lo ripeto perchè ho costatato che spesso i genitori non conoscono questi punti, e che spesso nemmeno gli educatori, gli insegnanti li conoscono.

Perchè la droga può entrare nel momento della metamorfosi, ma può entrare anche quando si cerca di rallentare quella fuga verso la depressione. Può entrare quando la violenza appare come l'unica modalità per soprawivere.

E' la violenza come stile di vita, perchè affermandola si ha l'impressione di aver cancellato quella paura di non essere accettati. Perchè un violento, come vedremo, spesso si presenta come un eroe o come uno pseudoeroe.

Ecco rapidissi-mamente come si può passare dal disagio alla violenza.

Cecilia Navarrini

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